In storie

Ebbene si, ci risiamo. Parte sempre tutto così, io li chiamo ‘Periodi piatti’.Lavoro, casa, amici, amori (se capitano), tutto nella norma.. tutto estremamente regolare, fin troppo regolare.  Piatto per l’appunto.  Pura inerzia. E  io l’inerzia nella mia vita non ce la voglio.

E allora comincio a  sentire quella necessità, quel bisogno di scappare un po’ e inizio a pensare. O forse dovrei dire fantasticare.

A volte in questi periodi mi ritrovo, al lavoro, a casa, in giro, letteralmente incantata, incantata a  guardare tutto e niente, pensando che vorrei fare tutto e non sto facendo niente.  E io da quel ‘niente’ sono totalmente terrorizzata.

Allora il fantasticare diventa un pensare.

E il pensiero è sempre lo stesso, ‘’Dove? Dove potrei  andare?’’…  Una settimana? Un Weekend? Viaggio della vita? Un weekend full immersion?

Berlino, ho sempre voluto andarci. No voglio un posto con gente accogliente. Ma che ne sai di com’è la gente a Berlino se non ci sei mai stata…?! Lisbona? Amsterdam? Cazzo l’Aurora Boreale. VOGLIO VEDERLA.’

Inizi a guardare un po’ di voli, un po’ di periodi, un po’ di alberghi… per ogni città che ‘’Si si ho deciso, vado qua’’ cerchi su Google le immagini.. poi torni sui voli, sugli hotel, intanto ti sale l’adrenalina, quella sensazione che solo chi ama viaggiare conosce.  Il tuo emisfero destro del cervello praticamente è già dentro quelle immagini che hai trovato su Google.. non puoi più farne a meno.

Non vuoi più farne a meno.

Fatta, decidi, volo, data, meta.. arrivi ad un passo dalla prenotazione, respiro profondo e clicchi su quella stra maledettissima X.  Quella che ti fa chiudere tutto e tornare alla realtà, perché sei in bolletta e quindi dove cavolo vuoi andare?

Ha vinto l’emisfero destro del cervello. E torni al tuo stato di inerzia.

Ma non dura. Non dura mai.

Troppi posti da vedere, troppi pochi soldi. E’ sempre così. Ma una volta qualcuno mi disse che c’è una differenza sostanziale tra andare in vacanza e viaggiare.

Una vacanza è per rilassarsi, per mettere in standby i problemi , mettere in standby il cervello. Una vacanza costa.

Io invece voglio viaggiare proprio per l’esatto opposto, io voglio togliere lo standby. Da tutto. E poi non viaggiare mi costerebbe molto di più.

E badate, amo il mio lavoro, amo la mia famiglia, i miei amici e la mia vita. Ma non ci posso fare nulla, semplicemente non credo sia ‘tutto qui’.  E allora viaggio.

Viaggio, non per guardare , ma per scoprire. Per scoprire che posso ancora stupirmi in positivo, che posso trovarmi a sorridere da sola dall’altra parte del mondo guardando un’alba. Scoprirmi a guardare disgustata qualcuno mangiare cavallette, con l’inspiegabile e paradossale sensazione di voler sapere anche io che gusto abbiano.  Scoprire che c’è molto di più di quanto potessi immaginare, sempre.

E poi viaggio per la paura. Perché questo mondo a volte sa essere terribilmente crudele e tu devi imparare a starci. Ma se lo fai da sola, a 6000 km da casa, quella paura la devi superare per forza.  E ogni volta che torno avrò una puntina in più sul planisfero e forse qualche paura in meno.

Detto ciò, come vi accennavo a volte vince l’emisfero destro e a volte il sinistro. Altre ancora vince l’Emisfero Nord.

Vado a Stoccolma.

Ci si vede al check in allora?

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