Articoli

Finalmente anche Barbie ha il culo grosso!

Finalmente anche Barbie ha il culo grosso.

Oggi dovevo cercare un regalo per i nipoti e per farlo sono tornata in uno dei più grandi negozio di giocattoli che conoscevo.

L’ultima volta che avevo messo piede in questo negozio avevo 8 anni. Me lo ricordo bene. Sopratutto per il fatto che appena entrata mi pareva fosse il paradiso.
Corsie intere di Barbie, Polly Pocket, album e pennarelli di ogni tipo.. Che figata!

In effetti ammetto che quasi quasi anche oggi ero emozionata prima di entrare. 
So che adesso giocare a cambiare d’abito una Barbie o costruirci una storia intorno (con Ken che tanto faceva comunque quello che gli dicevo quindi sai che credibilità) non potrebbe mai divertirmi come un tempo (oltre al fatto di non averlo proprio sto tempo adesso)… Eppure quella sensazione di nonsobenecosa c’é ancora.

Ecco beh neanche a dirlo che la prima corsia visitata é stata ovviamente quella che spiccava per il colore, e nel caso il rosa non bastasse a fare da calamita, sopra la corsia c’é un bell’arco fiabesco d’ingresso.. Rosa, chiaramente.

Wow! Barbie ovunque.

Barbie pasticcera. Barbie che gestisce una toiletattura. Barbie con una lavatrice (..?!. .) Barbie con un cane e una paletta per la cacca. Barbie che stira. 
Si però scusate e… AH OK ecco meno male Barbie Astronauta e Barbie Medico, nella stessa scatola!? Perché?

Cos’é? Il pacchetto Barbie Grandi Ambizioni..

Uuuuuh oddio che bello sto vestitino!!
E quelle scarpe 😍! Chissenefrega del lavoro se posso mettermi quel vestito!!!

E poi l’ho vista. 
Illuminazione.

Ai miei tempi non avevi tutta questa scelta. E non sto parlando dei mestieri o dei vestiti.. NO.
No ai miei tempi non era dato scegliere.
Insicurezze e paturnie future o meno, la tua barbie avrebbe comunque avuto una vitina da vespa e un numero di piede da farle calzare perfettamente qualsiasi scarpa.
Ma non oggi.

Oggi finalmente c è anche Barbie culo grosso! UNA DI NOI.

Finalmente anche Babrie è una di noi.


Ero veramente stupita quando l’ho vista, soprattutto perché figli miei, proprio un abito a righe orizzontali le mettete a Barbie culo largo?

SI, LE RIGHE ORIZZONTALI che allargano!!!
Perche barbie culona non ha paura di nulla!

SI CAZZO! 
Ci sono voluti 60 anni ma ragazze, ce l’abbiamo fatta!

8 marzo festa della donna

Festa della Donna: 50 Sfumature di Noi

Festa della Donna: 50 Sfumature di Noi

Inizialmente il pezzo che mi ronzava in testa per la Festa della Donna, era tutt’altro.. ma man mano che lo buttavo giù i pensieri iniziavano a farsi talmente intricati e ad andare così veloci, che la penna non riusciva proprio più a stargli dietro e allora ho capito…
Il fatto è, che la donna è impossibile da racchiudere in un post.

Non me ne vogliano gli uomini che indubbiamente sono anche loro degli splendidi esemplari e che sicuramente ne hanno le palle piene di elogi alla donna, ma oh ragazzi per le donne non c’è descrizione che tenga.
Sarà che quest’anno più di altri, grazie al blog e alla pagina, ho conosciuto un’infinità di donne e storie incredibili, che spero un giorno di poter racchiudere in singoli racconti.

Ma più di ogni altra cosa mi sono resa conto di quanto, ogni singola donna sia come un potentissimo colore primario diverso, che in base a vari fattori, atmosferici, ormonali, emozionali e quant’altro.. crea sfumature di quello stesso colore, che nemmeno lei pensava di poter creare.
Siamo noi stesse le prime a stupirci di quello che a volte, riusciamo a creare. Così come siamo noi stesse, le prime a farci le critiche più pesanti.

E no, io non credo che le donne meritino una festa loro, solo perché superiori agli uomini. Non esiste superiorità. Non esiste parità.
La parità dei diritti si, parità di genere no.
Noi siamo noi, loro sono loro. Ed è bellissimo così.

E quindi niente…

50 Sfumature di Donna

Che siate da jeans o da vestito.

Che siate madri o trent’enni in perenne crisi esistenziale (esempio puramente casuale ovviamente).

Che siate ‘per la carriera’ o ‘per la famiglia’ prima di tutto.

Che siate da ‘Un tavolo per uno’ o da ‘Ti invidio, chissà se un giorno anche io riuscirò a fare un viaggio sola’.

Che siate per la ceretta o per il rasoio. (O per il pelo libero)

Che siate da ‘Gomiti stretti a tavola e gambe giù dal divano sempre’ o da ‘Frittatona di cipolle e rutto libero’.

Che siate per lo shopping o per i viaggi.
Che siate da Seth o da Ryan.
Che siate Nerd o Fashion victims.
Che siate per i rugbysti o per i calciatori.
O in qualsiasi personaggio di Sex&TheCity vi rivediate…

Qualsiasi sia il nostro profilo o la nostra sfumatura, una cazzo di festa ce la meritiamo. Anche senza motivo.

E sapete qual è la cosa bella di questa lista appena fatta, che se siete come me, vi vedrete (seppur in percentuali diverse) in tutte le alternative che ho scritto. Ecco quello che intendevo con milioni di sfumature di colori, se non l’aveste capito…

Siamo tutto. Anche quando ci sentiamo niente.

Quindi si cazzo, abbiamo una festa nostra e senza rimuginare troppo sopra al fatto che dovrebbe essere tutti i giorni, o che non ne dovremmo avere bisogno o che ancora, non ce la meritiamo, possiamo per una volta stare zitte e godercela?

E sì, probabilmente come ogni anno ci useranno come cavie per attirare gli uomini nei locali e sì come ogni anno non avranno ancora capito che a nessuna donna piace lo spogliarello maschile… e allora? Propinatecelo lo stesso.

Tanto a noi non frega un cazzo, entriamo gratis nei locali, ne approfitteremo per vederci con amiche con le quali non riusciamo mai a beccarci (o sempre troppo poco), balleremo e se ci scappaerà un limone LIMONEREMO!

E se non limoneremo o se staremo a casa in pigiama a guardare per l’ennesima volta la prima serie di Grey’s Anatomy, andrà bene uguale perché è la nostra festa, facciamo il cazzo che ci pare e siamo figherrime lo stesso.

Oggi e sempre. (gesto della nera incazzata)

Buona vita ragazze, qualsiasi sfumatura vogliate essere!

https://open.spotify.com/track/3cBtANnJGopPaRMXCl3mV7(copiami e ascoltami su spotify 🙂)

natale spirito natalizio

Amare od odiare il Natale?

Abbiamo avuto tutti almeno un anno da: ‘Quest’anno il Natale non lo sento proprio. Non so perché. Starò invecchiando..

Si ok, ‘Almeno un anno’, forse suona un po’ riduttivo. Più di qualche anno, per le persone normali.

Purtroppo quando cresci, il Natale non lo vedi più semplicemente come il preparare un piatto di latte e biscotti prima di andare a letto o una corsa giù dalle scale al mattino per battere il record di scarto dei regali.


Quando sei adulto, il Natale lo vedi per quello che dovrebbe essere; la festa della Felicità e dell’Amore.

Ma se di amore non ne ricevi, o meglio non lo ricevi da chi vorresti o meglio ancora non riesci a ‘vedere’ ed apprezzare quello che ti arriva, allora il Natale non è altro che una festa che ti ricorda che anche in mezzo ad un sacco di persone, luci e regali, tu sei comunque da solo come un stronzo anche quest’anno.

Io sfido qualsiasi sigle, anche l’uomo o la donna più indipendenti e sereni del mondo, a non sentirsi un po’ a disagio, seduti in una tavolata in mezzo a parenti, chi sposato, chi fidanzato, chi figliato.. con lo zio un po’ viscido che ti bacia sulla guancia sapendo da pipa, la zia che ti dice di vederti invecchiata e la nonna che ti chiede come mai una bella ragazza come te sia ancora single.. Beh sfido chiunque a non sentire un leggero senso di vuoto dentro.

Odiare il Natale?

Ma in realtà nessuno odia davvero il Natale, lo si odia quanto un amico sincero che ti dice in faccia quello che pensa. E’ doloroso certo, ma solo se sappiamo che ha ragione.
E se noi siamo quelli seduti perennemente dalla parte del torto, allora la ragione è seduta esattamente di fronte a noi a quel tavolo in mezzo ai parenti, chi sposato, chi fidanzato, chi figliato.. con lo zio un po’ viscido che ti bacia sulla guancia sapendo da pipa, la zia che ti dice di vederti invecchiata e la nonna che ti chiede come mai una bella ragazza come te sia ancora single.. è seduta li e ci guarda, e si gode la scena.

odiare il natale

Io quest’anno come l’anno scorso, sarà per l’Amore, ma lo sento.. e quindi vi è andata bene, sennò questo post sarebbe stato un inno al ‘Christmas Blues’, alla malinconia natalizia, del tipo ‘Mainagioia is the New Buone Feste‘, all’odio verso Mariah e Bublè, verso l’odore di cannella e verso la marea di gente presa dallo shopping, O verso i mariti che sorridono alla moglie durante il pranzo e appena distolgono lo sguardo controllano se la tipa che sentono su IG ha pubblicato una nuova storia da zozza.

COSE CHE COMUNQUE ODIO, ma almeno quest’anno sopporto.

O amare il Natale?

E invece no.. quest’anno lo sento davvero.
Sento il profumo…
Sento mia madre lamentarsi e minacciare tutti che l’anno prossimo si va in ristorante e lei non farà più nulla. ..
I nastri dei regali scartati, sparpagliati in mezzo alla tavola a fine pranzo..
I soliti aneddoti di quando si era piccoli, che si raccontano da 30 anni ma che fanno sempre (più o meno) ridere. O forse è il vino, non saprei dire.
La frutta secca.
Balto in tv.
E la felicità, quella che dura giusto il tempo di accorgersene.

Alcuni quest’anno forse lo sentiranno di più, altri lo odieranno ancora di più.
Tanto a lui non importa, ci riproverà comunque ogni anno.
Quindi da qualsiasi parte del tavolo voi vi troviate seduti, BUON NATALE!

QUESTO NON E’ UN CONSENSO!

«Il vostro è solo un processo alle intenzioni. Se non avete subito violenza, non potete fare di tutta l’erba un fascio ed aver paura di uscire.»

Questo è detto da chi, forse, non ha mai provato quella sensazione. Quella che ti prende lo stomaco mentre cammini da sola per una strada poco illuminata la sera, e nemmeno troppo tarda.

La stessa che fa’ prendere il cellulare per far finta di essere al telefono con il fidanzato, padre, amico o supereroe qualunque.

«Si si sono praticamente a casa, aprimi che sono qua sotto», con il cuore che intanto vi è arrivato ad altezza clavicola!

La sensazione che ti fa scendere dalla macchina controllando prima tutti gli specchietti e stringendo tra le mani le chiavi, un po’ per accorciare il più possibile il tempo che intercorre tra lo scendere e l’entrare nel cancello di casa, e un po’ perché possono sempre tornare utili come tirapugni improvvisato (…).

O quella che si ha quando qualcuno ti dice «Ti accompagno a casa, non ti lascio andare da sola a quest’ora.» e che ti fa’ rispondere per gentilezza, che non serve, e intanto sperare che insista, perché serve. Serve sempre.

«Vabbè un po’ te la sei cercata però!»

No, io non mi cerco prorpio un cazzo di niente invece.

Io per prima, se vedo una vestita in maniera provocante/eccessiva/volgare, ‘disapprovo’, ma semplicemente a livello estetico, perché a gusto personale preferisco una ragazza che riesce a farsi notare, senza strafare.  MA il pensiero finisce là.

Se io domani mi sveglio e decido che è il giorno giusto per uscire con una gonna più corta o ho le tette da ciclo e voglio sfruttare il momento con una maglia un po’ più scollata o ancora voglio uscire senza mutande, mi sveglio ed esco senza mutande checazzo. Sarò zozza si, ma sicuramente qualsiasi cosa possa accadere nel corso della giornata, l’ultima parola dovrà sempre essere la mia!

A prescindere da ciò che decido di mettermi o non mettermi.

I miei mutandoni ascellari non sono un consenso!

E non è femminismo questo. No, nessun ‘Girl Power’. E’ solo buon senso.

Perfino il mio cane (femmina), quando qualcuno cerca di importunarla da dietro, si gira e gli fa capire che non è aria, e il malcapitato di turno se ne va, quindi non paragonateli nemmeno alle bestie. Sono istinti si, ma non bestiali. Piuttosto sono istinti da disagiati mentali.

Se davvero volete essere i più ‘forti’ allora forse potreste cominciare a dimostrarlo ‘resistendo’ al vostro disagio mentale o addirittura portando rispetto.

Perché si a tutte piace essere apprezzate certo, ma non nel modo che pensate voi.

«Ma dai che vi piace si! Sennò non vestireste cos’ o vi fareste certe foto!»

No. Non così. Non sentendomi fischiare dietro mentre cammino per strada. Quello è solo un disagio.

E anzi ( e parlo sempre a livello personale), ho preso consapevolezza del fatto che anche i selfie, cioè la più moderna forma di richiesta di attenzioni, o quelle foto fatte alla spasmodica ricerca di like facili (che poi diciamocelo, quelle foto sono pubblicate per avere l’attenzione di quegli 1/2 che vorremmo noi, e invece vengono calcolate solo da quei 2/3cento stalker affezionati che tutte abbiamo e che ci seguono da quando abbiamo memoria), a lungo andare sono controproducenti, creano ancora più insicurezza e assuefazione verso quel tipo di attenzione.

E aggiungerei dentro, anche tutte quelle volte che ci siamo prese delle ‘Gatte morte’ perché abbiamo flirtato con qualcuno ma senza arrivare poi al dunque. O quelle nelle quali ci siamo prese delle ‘Fighe di legno’ rifiutando, anche gentilmente, un drink offerto…

Se diciamo NO! E’ NO cazzo!

Da lunedì, dieta!

Da lunedì, dieta!

Ci sono periodi nella vita, nei quali te ne freghi.
In generale.
Te ne freghi di mangiare meno pane.
Te ne freghi di resistere a prendere quel secondo bicchiere di vino.
O il gelato dopo cena.
O le caramelle.
O di andare regolarmente in palestra..
Semplicemente se una volta sapevi ‘resistere’ o comunque combattevi un po’ di più prima di cedere, ci sono periodi nei quali non ti interessa proprio.
Ci pensi forse per mezzo secondo ma.. Poi non ti interessa. Ma sì chissene!!

“Ma si tanto é il ciclo che mi fa mangiare cosi tanto”, Si perché tanto.. È sempre il ciclo no?!
E invece no, sappiamo che é semplicemente un periodo. A volte diciamo “Da lunedì dieta” credendoci davvero e provandoci. Altre volte  invece quel lunedì é soltanto un lunedì come gli altri, sappiamo che non é il lunedì giusto. Spallucce e.. “Allora sto dolce ordinato arriva o no!? “

Sì lo so che sapete di cosa parlo.
E allora saprete anche di cosa parlo quando dico che esiste un momento nel quale ci ‘ripigliamo’.

Quello del “Oh cazzo. E no vabbè mò basta però!”

Tipo quando é sabato sera, avete una festa, avete già trucco e parrucco perfettamente riusciti, anche il vestito lo avete gia scelto.. E anche una volta provato é quasi convincente.
Fino a che succede.

10 minuti. Un’ultima occhiata veloce  allo specchio prima di uscirOHMIODIOCOSACAZZOÈQUELLO?!?
UN ROTOLINO?
LI DOVE PRIMA NON C’ERA MAI STATO?
OH MIO DIO PER FORTUNA MI SONO GUARDATA ANCHE DA DIETRO ALLO SPECCHIO.
E adesso cosa faccio?

Da lunedì, dieta!

Lui nel frattempo é lì. Che ti guarda la faccia di chi credi capisca la gravità della situazione. E ti cerca di aiutare così..
“Ma dai amore per piacere, ti un problema questo.. Basta solo che ti cambi?!”
MA COME BASTA SOLO CHE TI CAMBI?!

Ma noi con le guance rigate sappiamo che non basta solo un cambio d’abito.
E che é arrivato Quel momento.
Quello del  Da lunedì, dieta!
Ma credendoci davvero..

Cose da non dire MAI ad una donna

Cose da non dire MAI ad una donna

Siamo cosiiiiiì, dolcemente complicate…

Perché dire «leggermente psicopatiche e bipolari» non sarebbe suonato granché poetico. Veritiero, forse… ma non poetico.

Noi donne siamo cosi, ne siamo consapevoli. Possiamo essere dolci e gentili, ma basta una parola detta male e ci trasformiamo in qualcosa che Hulk scansate proprio..

E gli uomini nel dire cose sbagliate al momento sbagliato sono dei maestri. Lo fanno con la stessa ingenuità che ho io quando scrivo al tipo che mi piace e se non risponde penso che abbia sicuramente la batteria scarica, per giorni.

Ma nel 2018, nell’epoca dei filtri, dove le cose prima di venire dette, fatte e pubblicate, vengono controllate, modificate e photoshoppate fino alla perfezione, possibile che gli uomini ancora non riescano a filtrare certe frasi, evitando cosi ripercussioni fisiche e psichiche?

In ogni caso, ora proverò a fare una breve lista con alcune delle frasi che non dovreste mai dire ad una donna. Una sorta di salvagente. Un po’ come il foglio con le istruzioni di salvataggio che ti danno in aereo: ecco, voi tenetelo sempre nel portafoglio per ogni eventualità. Poi se non volete ascoltarmi, come quando per strada vi perdete ma siete troppo orgogliosi per chiedere indicazioni, fate pure. Ma vi avviso: sarà come vivere in un campo disseminato di mine antiuomo, assieme a una che può trasformarsi in Super Saiyan da un momento all’altro. Dunque, come si dice: uomo avvisato… scappa.

Ma partiamo.

1. ”Come sei bella oggi”

Sì, ok, ma l’unica parola che sentiremo noi sarà oggi. Come sarebbe a dire oggi? E ieri? E i giorni prima? Dovrebbe essere un complimento questo? Dai, oh, qua siamo ai fondamentali proprio.

2. Rispondere «Eh, sì!» al commento dei vostri amici su una ragazza

Sappiamo che ovviamente li fate quando siete con loro e, non avendo alternativa, possiamo tollerarli, ma in nostra presenza no! Siamo consapevoli che ci sarà sempre una ragazza sulla quale farete degli apprezzamenti, ma quando siamo assieme i vostri occhi dovranno essere solo per noi. Oppure preferireste non avere più gli occhi?

https://vine.co/v/OTBMavBrEiV

3.”Ma hai le tue cose per caso?”

Che a volte sintetizzate con un «Nervosetta?», ovvero «Sbaglio o sei in vena di spaccare i maroni per caso?»

Ecco, quelli che ho appena scritto sono gli incipit migliori per dar vita ad una discussione. Noi siamo psicopatiche di nostro, ma non è che tutti i mali del mondo siano imputabili al ciclo. E poi quando parlate di ciclo dovreste sciacquarvi la bocca, che ne sapete voi di cosa voglia dire…

In ogni caso, se in una scala da 1 a 10 eravamo nervose 5, quella frase immediatamente ci farà schizzare alla posizione 12, costringendoci a scrivervi «No!» come risposta a caratteri cubitali, con una chiave, sulla portiera della vostra macchina.

4. ”Perché ti devi cambiare? Dai, stai bene anche così”

Che tradotto sarebbe: «Dai, ascolta, non ho voglia di aspettarti, dobbiamo solo andare al cinema, con i pantaloni della tuta e la maglia del pigiama vai benissimo».

Ah, ah, ah: GIAMMAI.

Se avessimo anche il minimo dubbio che foste sinceri probabilmente saremmo anche disposte a uscire vestite da deportate, ma siete credibili quanto un mio «Stasera non bevo» detto il venerdì sera. Fatevene una ragione e mettetevi comodi, la vostra fretta non fermerà il nostro senso di decenza.

5.”Non sei grassa. E poi a me quelle con un po’ di ciccia piacciono”

Ecco voi potreste pensare di aver fatto un complimento con una frase del genere. E tutto sommato potrebbe anche essere vero, ma non verrà mai visto cosi. Alle orecchie di una donna la frase che giungerà sarà: «Sì, be’, in effetti hai un po’ di ciccia».

Ai più sagaci di voi che dopo la suddetta frase noteranno «l’attimo, la terra che tremò, l’aria s’incendiò e poi silenzio», consiglio di fingersi morti e di evitare il classico «No, ma dai, un po’ di pancetta ci sta».

No, no e no! Don’t try this at home.

Ecco, queste per ora sono le basi. Chiaramente poi una volta che avrete imparato a non dire certe cose, la donna se ne accorgerà e sarà portata dalla sua subdola indole a farvi lei stessa domande per tentare di fregarvi comunque.
Potrei dunque farvi una lista infinita di risposte da usare in questi casi, ma, essendo io una delle suddette subdole, non posso farlo.

Posso però dirvi che il più delle volte l’unica cosa da fare se vi è cara la pelle è fingervi morti: funziona.

Il meglio del peggio dello shopping online

Il meglio del peggio dello shopping online

Croce e delizia di ogni donna, un po’ come i carboidrati. Non fa distinzioni di sesso, razza, orientamento politico o religione, no.. lo shopping online non guarda in faccia a nessuno.

Purtroppo, come per le storie d’amore, ci siamo passate tutte.. a volte va bene, a volte va così e così e altre ancora va da ‘BASTA!NON NE VOGLIO PIU’ SAPERE’.

Ma tanto poi ci ricaschiamo sempre.
Soprattutto di sti tempi, che se ti capita di cercare qualcosa online, poi per mesi te la ritrovi pubblicizzata in ogni angolo di qualsiasi sito o social.. una ricerca, BASTA UNA RICERCA E SEI FREGATA PER MESI.
Peggio delle commesse della Kiko o di Calzedonia quando incroci per sbaglio il loro sguardo. E’ più facile sbarazzarsi di un cadavere, che di loro poi…

Si ok sto divagando.
Stavo dicevo.. Si lo shopping online è infimo e bastardo.
Ma è come il paese dei balocchi per noi del gentil sesso, infinità di vestiti, accessori, scarpe.. tutti a portata di click.
Puoi passare da una categoria all’altra, dai saldi alla nuova collezione, da un negozio all’altro.. e tutto stando comodamente seduta e sognando ad occhi aperti.

Quando ti si apre quella vena lì è un macello per tutte.

Metti in carrello.
Metti in carrello.
Metti in carrello.
Carrello.
CARRELLO.
CARRELLO. CARRELLO.

Poi ovviamente al checkout, poche cose sopravvivono.
Solo quelle che sono di vitale importanza.
E tutte sappiamo quanto sia difficile quel momento.. in confronto, le scene dei film dove devono scegliere quale filo tagliare, sono una passeggiata.
A volte a quella cernita non sopravvive nulla, tranne l’amarezza. Altre volte invece ci concediamo qualche cosuccia…
Paghiamo e da lì parte una settimana di attesa, nella quale non vediamo l’ora di vedere il fattorino arrivare e poter scartare con foga il pacco, per poi correre in camera e provare subito.. e TADAAAAN!!!

«Stai scherzando? Cos’è sta poracciata?!»

Ebbene si, in cuor nostro lo sappevamo già mentre scorrevamo la galleria, modelle strafighe e stra ritoccate, con vestiti che sembrano fatti apposta per loro, abbinati perfettamente alle scarpe, al cappello e alla borsa..
Si ma noi non siamo modelle, e non abbiamo quelle scarpe da abbinarci, tantomeno quel cappello, solo che ce lo ricordiamo solo dopo… quando sbattiamo la faccia sulla nostra triste immagine riflessa allo specchio.

«Addosso a lei stava così bene, perchè io assomiglio a Platinette?»

Io ragazze non lo so perchè continuiamo a farci questo nonostante tutto, so solo che per raccogliere la galleria qua sotto, mi sanguinavano gli occhi.
To’ beccateve il meglio del peggio dello shopping online riuscito non benissimo:

(Ps. L’ultima l’ho messa per evidenziare quanto ‘le misure contino’)

Il meglio del peggio dello shopping online

FB_IMG_1526153058988FB_IMG_1526153053032FB_IMG_1526153063376FB_IMG_1526153082809FB_IMG_1526153066003.jpgFB_IMG_1526153068442.jpgFB_IMG_1526153056767.jpgFB_IMG_1526153045212.jpgFB_IMG_1526153061241.jpg

I cinque uomini che ogni donna ha dovuto affrontare

I cinque uomini che ogni donna ha dovuto affrontare nella vita

Non è che non mi piace nessuno, è che non mi piacciono tutti!

Quando avevo 15/16 anni, adoravo i primi appuntamenti.
Quella magia che si trascinavano dietro sia prima che una volta passati. Era tutto una scoperta, tutto una prima volta, tutto un’attesa. Poi con il passare degli anni, ma soprattutto con il passare dei casi umani con i quali mi trovavo costretta ad uscire, quella magia sfumava.
Per carità, non sempre, eh, sennò avrei smesso. Ho avuto anche io la mia buona dose di farfalle nello stomaco, che poi ad una certa però si trasformavano puntualmente in cavallette… E diciamo che iniziavo quindi a pensare che tutta quella storia del principe azzurro, fosse in realtà solo una grande montatura.

D’altro canto c’era da aspettarselo, come ho già detto nel post dedicato a quel sadico malefico di Walt Disney: uno bello, gentile e in calzamaglia, o è gay o è pura fantasia.

Nella pratica comunque i primi appuntamenti sono un po’ un mix tra la legge dei grandi numeri e la legge di quell’inguaribile ottimista di Murphy. «Se qualcosa può andare male, lo farà»: di conseguenza, più primi appuntamenti avremo, più la probabilità che vadano male tenderà all’infinito.
Che bello eh! Eh lo so si..

Loro l’hanno fatta tanto lunga con ‘ste leggi, ma in realtà poi il tutto era facilmente sintetizzabile con un classicissimo:
«Mai ‘na gioia».

I cinque uomini che ogni donna ha dovuto affrontare nella vita

Ma torniamo al punto. Per quanto le donne amino professarsi libere e indipendenti dagli uomini, passiamo tutte prima o poi quel periodo, volgarmente detto “di magra”, che sta esattamente tra il “Non ho bisogno degli uomini, sto benissimo così!” e l’astinenza forzata, quella che porta alla spesa fatta solo di patatine, cioccolata e film con Ryan Gosling. (Dio ce ne scampi!)

Ed è proprio in quel periodo che ci torna un po’ quella voglia di riprovare l’emozione che solo un primo incontro sa darti.
E allora iniziamo ad abbassare la guardia, ma soprattutto i nostri standard di selezione e accettiamo qualche invito in più.

E via che parte la promenade di casi con i quali almeno una volta, TUTTE abbiamo avuto a che fare.

Il fico.

Fisico (e cultura) da tronista. Sì, sì, proprio lui. Quello “così carino da vedere” che poi però sarebbe meglio non parlasse.

Sono quelli baciati da madre natura per quanto riguarda l’aspetto estetico, ma che quando distribuivano cervello e carisma erano in fila per i casting del Grande Fratello.

Ebbene sì, è capitato a tutte. Lo vedi in un locale, troppo carino, impossibile stia guardando proprio te e invece… I giorni dopo lo stalkerizzi attraverso le foto della serata nel locale, lo trovi, gli mandi la richiesta di amicizia e lui ti scrive. Che emozione! «Ti ho notata ieri sera, se avrei avuto coraggio ti offrivo da bere!» Ah. Ok.
CHECAZZOPERO’, era così carino!!! Che spreco!

Se avete la sfortuna di scoprire durante un appuntamento che è solamente carino da vedere, invece, allora o scappate o trovate un modo per farlo tacere… In fondo è carino e poi, dai, un limone non si nega a nessuno.
In più avete comprato un rossetto nuovo per l’occasione, quindi, se anche l’appuntamento è andato male, tanto vale approfittare della situazione quantomeno per testarne la resistenza.


Lo stalker.

Il primo appuntamento non è neanche andato così male. Il problema è il post.
Il bello dei primi appuntamenti, prima dell’attesa, è proprio il dopo. Quando inizia il gioco di tira e molla per chi scriverà per primo… Tu aspetti lui, lui aspetta te, intanto si conosce altra gente, ci si sposa, si fanno figli, arrivano i nipoti.

No, scherzo…
Però un po’ di attesa ci vuole. Un po’ di desiderio. Con lui invece è impossibile. Messaggio della buonanotte, del buongiorno, del buon pomeriggio, (KAFFEEE’1!1) della buonasera, intervallati da almeno trenta chiamate e circa un centinaio di «Allora, quand’è che replichiamo?». Mai. Mai. Mai. E forse ancora MAI.
Le basi, proprio!


Il ‘focoso’.

Per non dire altro perchè sono una very signorina.
Barney Stinson è il tipico focoso: un obiettivo solo in testa.

Ecco, questo genere ha due sottocategorie: il playboy o il “morto di figa”. A voli la scelta su quale sia peggio. Hanno entrambi lo stesso unico obbiettivo per la serata, ma semplicemente modi diversi per raggiungerlo.

Il playboy è perfettamente consapevole delle sue capacità: sa che siete uscite con lui e quindi il più del lavoro è fatto, deve solo giocarsela bene.
Sarà dolce e carino per tutta la sera, o almeno finché non capirà che “non porterà a casa il risultato”. Allora verrà fuori tutto il suo lato sincero. Perderà interesse nella serata, inizierà a guardarsi intorno, a guardare l’orologio, finché non proporrà di andare.
Che dolce!
Per l’altra categoria invece sarà tutto un allungare le mani e tentate l’approccio fisico, finché non saremo noi, sfinite, a proporre di andare.
Sono solamente due facce della stessa moneta, da 0.01 cent per l’esattezza.


Il social

A tavola col cellulare in mano. Selfie allo specchio di casa prima dell’appuntamento, stories in macchina mentre si reca all’appuntamento, selfie assieme, foto del piatto, foto del drink, foto dell’arredamento del locale… Cellulare sempre a portata di mano, difficilmente riuscirete a vedergli il colore degli occhi e già a metà serata se ne uscirà con un «Ti aggiungo. Hai FB/Twitter/Instagram/Vine/Google+/Linkedin?»

«Mmmh, no, però se ti può interessare interagire con me sono proprio qui di fronte a te!» Quando vuoi eh!

Il narciso

Quello che si cura più di noi. Magari a prima vista non avevate fatto caso ai dettagli, ma una volta di fronte a lui vi accorgerete delle sopracciglia appena fatte, delle mani curatissime, del petto depilato e chissà che altro..
Però oh, se siamo fortunate a fine appuntamento magari riusciremo anche a scambiarci il numero dell’estetiste.

Ad alcune di noi non dispiace questa categoria, almeno fino a che lui non inizia a fare storie perché dopo una settimana pesantissima, di lavoro no-stop, vi siete dimenticate di depilarvi quei tre peli che avete sull’avambraccio. Occhio perché dal primo appuntamento al chiedergli se in borsa ha un assorbente da prestarvi è un attimo..

Quindi sì. Buon #SingleDay a tutte quelle che sono sopravvissute a tutto questo e hanno avuto il coraggio di continuare a provarci.

Approcci fantastici e dove trovarli

Approcci fantastici e dove trovarli

Quando sento dire «Se fossi donna, la darei a tutti», penso che gli uomini non abbiano la minima idea di quello che stanno dicendo. Prima di tutto per darla a qualcuno, ci dev’essere qualcuno che la vuole. E loro puntualmente replicheranno dicendo: «Ma dai, ché basta che sbattiate un po’ gli occhioni ed è fatta».

Sì, certo. Splendidi loro!

Ma avete mica una vaga idea dei casi umani che madre natura ha messo in circolazione? No? Ecco allora forse siete tra quelli.

Soprattutto quando ci dite che facciamo troppa selezione. Al di là del fatto che se facciamo selezione è perché siamo consapevoli di quello che ci meritiamo, ma a parte questo, vi assicuro che alcune volte non è selezione, è proprio: «Ma guarda, neanche fossi l’ultimo sulla terra, piuttosto la morte».

L’altra sera ero in discoteca con la mia migliore amica, stavamo chiacchierando su un pezzo che avevo scritto ‘Le cose da non dire mai ad una donna’  e sapendo già la piega che avrebbe preso la serata mi ha proposto di farne uno sui peggiori metodi di approccio sentiti. Neanche il tempo di finire la frase che si sono palesati i primi due. È bastato uno sguardo, ho preso il cellulare e ho iniziato a segnarmi tutto. Vi dico solo che ho avuto più spesso il telefono in mano che il Gin Tonic (mortacci loro!). Ma mi sono sacrificata per voi.

Che poi, tra un tentativo di abbordaggio e l’altro, la questione si è spostata sul come replicare. Non so voi, ma io non so mai come comportarmi. Io di indole sarei una stronza colossale, ma a volte penso: «Cavolo, però ci vuole coraggio per andare così da una e provarci, no?» E quindi cerco di non liquidarlo in malo modo. Errore. ERRORE MADORNALE.

Approcci fantastici e dove trovarli

Non so quale meccanismo malato scatti nel cervello dell’uomo in quel momento, so solo che l’unica cosa che noterà sarà un’insegna luminosa lampeggiante sopra la nostra testa, con su scritto: «Ci sta! Ci sta! È fatta!» Ma è fatta cosa? Cosa? Ti prego, mollami. Volevo solo essere gentile, per non prendermi dell’acida.

Potrete mettervi a guardare l’orologio, a guardarvi intorno, a farvi venire tic all’occhio sperando che la vostra amica vi veda e le venga un’improvvisa voglia di chiedervi di accompagnarla in bagno, ma niente da fare: vi si accolleranno peggio della colla a caldo sui vestiti. Per esperienza vi dico che solo il 5% di loro si accorgeranno dei vostri occhi che ruotano assieme alla testa, che manco ne Lesorcista, e diranno: «Be’, ti lascio, dai, ci vediamo più tardi in giro» (ahahahah, certo, sì, più tardi… fuga via via via più veloci della luce!). Il restante 95% starà a fissarvi, anche dopo aver finito le cose da dirsi, con quello sguardo che solo i serial killer nelle foto segnaletiche riescono ad avere. Se io fossi Ministro dell’istruzione, aggiungerei come materia “Metodi per liberarsi degli accolli”.

Scusate, torniamo a noi. Al contrario della sottoscritta, invece, la mia amica è, di natura, la persona più buona del mondo, ma quando si tratta di liquidare un eventuale abbordatore ha la stessa sensibilità di Crudelia De Mon. Quindi il più delle volte io rimango infognata in qualche situazione atroce, ma poi arriva lei, mi prende il braccio e molto semplicemente mi trascina via senza troppi convenevoli; anzi, se è in serata buona può anche lanciargli uno «Sciò, pussa via! Aria!», così io faccio spallucce e gli lancio uno sguardo dà ‘Eh scusala è fatta così, non è colpa mia!’

Detto questo, noi ancora non abbiamo capito quale sia il metodo migliore: se essere educate e rischiare l’accollo o se liquidarli e passare da “fighe di legno”. Forse dovremmo solo fingerci morte. Bando alle ciance, passiamo alle perle regalateci dagli esemplari-tipo di quella sera, ma che tutte conosciamo già molto bene.

Approcci fantastici e dove trovarli

  1. Si presenta uno con un maglioncino azzurro in testa, come la Madonna.
    – Ragazze, sono Gesù di Nazareth.
    – Quindi fai anche magie?
    – Certo, quello che volete.
    – Tipo sparire?
    Brutale, ma necessario.

  1. Gruppo di ragazzi: ci fissano un po’, avvicinandosi sempre di più. Ne arriva uno.
    – Ciao, posso presentarvi il mio amico?
    – Non poteva venire direttamente lui?
    – È timido. Ma se avrebbe coraggio, veniva!
    Sangue dalle orecchie. S A N G U E D A L L E O R E C C H I E

3.– Ciao, posso conoscerti?
– Ciao. No, scusami ma sono fidanzata.
– Vabbè, ma anche se una squadra ha il portiere, non significa che l’altra non possa    segnare.
Ah. E pensare che ci eravamo appena liberate della generazione di quelli che «Ma io mica sono geloso!»

  1. Si avvicina ballando come Carlton di Willy, il principe di Bel-Aire vestito come Tony ne La febbre del sabato sera. Quindi la risposta sarebbe già “no” a prescindere. No e NO!
    – Ciao, ragazze! Posso conoscervi?
    – No.
    – Ma come no?
    – No.
    – Ma dai, vi offro da bere?
    – Ah, be’, allora… no.
    – Ma… il vostro nome?

  1. E poi arriva lui. Il peggiore, a mio avviso. Quello che ti prende direttamente da dietro, mani sui fianchi, e inizia a ballarti attaccato prima che i tuoi occhi possano dire alla tua amica: «Ohmiodiomasetuseidavantiamechecos’èchemistatoccando». Ti giri e ti accorgi che è il fratello brutto di Pippo Franco.   Generalmente lo sguardo da killer che abbiamo quando ci giriamo a guardarlo basta a convincerlo che parlarci non migliorerebbe la situazione. Ma ci sono anche quelli che, dopo essersi bevuti anche il carburante della macchina, ignorano il nostro sguardo e iniziano a sbiascicarci qualcosa, barcollando ad un centimetro dalla faccia, appoggiandoci anche le mani addosso probabilmente per mancanza di equilibrio. Con loro comunque basterà il classico: «Ehi, guarda là, il tuo amico ti sta cercando»; lui si girerà a guardare e in quella frazione di secondo che ci metterà a girarsi e ricordarsi che in realtà era li da solo in discoteca, noi saremo già alla frontiera con il passaporto alla mano.

 

Ah che bella serata! Detto questo, le uniche cose che mi sento di dire alle ragazze per sopravvivere alle serate, sono: non abbandonate mai i vostri drink e non incrociate mai gli sguardi per più di mezzo secondo (a meno che il tipo in questione non assomigli tantissimo a Ryan Gosling).

Per i ragazzi, invece: lasciateci ballare! Se una ragazza vi vuole, troverà comunque un modo per conoscervi.

Lo so cosa starete pensando ora: «Oddio che brutti ricordi, perchè ce li hai fatti ricordare!» Ma io lo faccio per voi,

CHI DIMENTICA E’ COMPLICE.

Ah ovviamente alcuni di loro (non si sa bene come), riescono a passare alla fase due: l‘APPUNTAMENTO. E anche lì, sono solo bellissimi ricordi..

marshall-barney-and-alcohol-how-i-met-your-mother-28158790-245-139

fantacalcio uomini litigate asta

Non sono le donne a rovinare le amicizie, è il Fantacalcio.

Non sono le donne a rovinare le amicizie, è il Fantacalcio.

Ci sono solo tre cose al mondo che possono costringere degli uomini  a stare chiusi tutti assieme in una sola stanza:
– la finale di Champions
– una spogliarellista
L’ASTA DEL FANTACALCIO

Ma cosa succederebbe se unissimo le ultime due? No vabbè, sappiamo tutti che la spogliarellista verrebbe palesemente ignorata e lasciata piangere da sola seduta in disparte se si presentasse durante l’asta.

Intendevo dire, se al posto dei giocatori, da scegliere ci fossero delle donne.

(Sento l’eco dei vostri ‘Ma che cosa sessista…!!‘. Si è vero, ma l’articolo è mio e ci scrivo quello che voglio. E poi dai, che in alcune ‘serate tra uomini’, ho sentito di molto peggio. )

Ma torniamo all’asta delle Fantafidanzate.

1.La sorella del vostro migliore amico.
Ok, niente di eccezionale, mediocre, ma da risultato certo e costante.. e soprattutto tuo pallino da sempre. Sai per certo che i compiti per casa li fa sempre.
E ogni anno ti tieni qualche credito di scorta perché sto anno ‘Ci provi’.
Poi però arriva sempre l’Hamsik di turno, che dopo due cene fuori in ristoranti stellati, ti lascia a bocca asciutta rompendosi il crociato..
Beh poco male, magari il crociato poteva essere il vostro, se il vostro migliore amico vi avesse scoperto con la sorellina.

ALLAN MARQUES LOUREIRO

(Se invece la sorellina in questione ha più baffi del fratello, ma voi quella rude immatura ignoranza proprio non riuscite a togliervela dalla testa: GIUSEPPE ALVES)

2. La novellina.
Ci stai lavorando dall’anno scorso. La vedevi uscire da scuola tutti i giorni.
Limoni infiniti su quelle panchine aspettando la maggiore età. E quest’anno finalmente ci siamo. Nessuno si intromette tra di voi, forse perché nessuno ne conosce l’esistenza, tu però ci credi fino alla fine. Se poi sarà una delusione (soprattutto considerando che gioca in squadra con Ciccio Brienza), sapremo cosa intendeva Loretta Goggi quando cantava ‘ Maledetta Primavera.’
LANDISLAV KREJCI

3.La santarellina.
Classica ragazza da tappezzeria. Gonne al ginocchio e maglioni a collo alto.
Te la faresti solo se sfidato a provarci dal classico ‘GNA OMO’ (Che tradotto dal veneto all’italiano equivale ad un’alzata di mento in stile mafioso, accompagnata dalla frase ‘Neanche uomo a farlo’. Leggenda narra che nessuno si sia mai rifiutato.)
L’anno scorso comunque è toccato a te. Non l’avresti comprata neanche a 1, ma tant’è…
E invece… fuochi d’artificio a letto. Perchè l’abito non fa il monaco e i maglioni a collo alto non fanno una santarellina.
EMANUELE GIACCHERINI.

4 La figa.
Eh si, c’è sempre. Amicizie rovinate per lei. Aste finite a schiaffoni. Ma una stella che brilla più delle altre c’è ogni anno. Se riesci a portarla a casa, di sicuro hai sborsato parecchio. Un po’ come per Parco della Vittoria nel Monopoli.
Se però riesci a portare a casa anche il risultato poi, beh questo solo Dio lo sa.
GONZALO ‘EL PIPITA’ HIGUAIN.

5 L’amica.
E’ il Jolly. Ogni compagnia maschile ne ha una. Se è in serata può regalare grandi soddisfazioni, soprattutto quando la riaccompagni a casa sbronza. Altre invece, tipo quando parla durante le partite, regala solo bestemmie. Rimane comunque un porto sicuro e quando però la prende qualcun altro.. un po’ vi manca.
SIMONE MISSIROLI

6.  La Ex.
In passato ha avuto il suo momento di gloria. Ti ha regalato tante gioie e altrettante bestemmie. Soprattutto bestemmie. Ma è una zoccola e ci ricaschi sempre.
E sono solo bestemmie poi.
ANTONIO CASSANO

Gli uomini dicono che le donne sono delle pazze.
In effetti… noi siamo quelle che aspettano con ansia i saldi, per poterci andare tutte lo stesso giorno e litigare per lo stesso vestito, che con tutta probabilità andrà assieme a tutto il resto di “NonHoNullaDaMettere” che abbiamo in armadio.

Ma amiche mie, quando ve lo diranno, ricordatevi di queste notti…
Queste magiche notti, dove tutto può succedere.
Di quelle notti che vi porterete dentro per tutto l’anno.
Quelle dove loro si chiudono tutti in una stanza per 5 ore di fila, a fare trattative con milioni fasulli, per formare squadre fasulle con nomi improbabili, urlando “No è mio, sapevi che lo volevo” per giocatori che il 90% delle volte segnano solo quando li lasciano in panca e saranno la causa del loro malumore per tutti i weekend.

Che pazze siamo.