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Come affrontare un colloquio di lavoro

Come affrontare un colloquio di lavoro..o anche no

Oddio che ore sono?
8.40 vabbè dormo un altro po’ tanto il colloquio di lavoro é alle 10.30.
O 10?
No no 10.30 mi ricordo di averlo scritto assieme all’indirizzo in un biglietto che ho messo nel portafoglio.
.
.
Oddio che ore sono?
9.05 si ok ora mi alzo, devo anche lavarmi i capelli se non voglio andare ad un colloquio di lavoro assomigliano a Lene Marlin ai tempi d’oro.
Colazione.
10.30 il colloquio abbiamo detto.
O 10?
Cazzo ho il dubbio ora. Meglio controllare.
“10/09 via Vivaldi 15”

10/09?
Ma che cavolo ho scritto. Cosa vuol direee?
Sicuramente non é una data perché almeno del giorno son sicura, chi ha un colloquio di venerdì 13 se non la regina del Mainagioia!? E 10 saranno le ore dai.
CAZZO. ALLORA SON IN RITARDO.

9.53 esco.
Il navigatore da 16 minuti. Beh bene dai bel modo di iniziare un colloquio. In ritardo.
Speriamo notino solo quello orario e non quello mentale.
Arrivo, guardo l’ora.
10.08
Beh se il bigliettino era giusto, magari sono anche in anticipo di un minuto. 4

Come affrontare un colloquio di lavoro..o anche no

Suono. Salgo. Entro.
“Buongiorno”
“Buongiorno, si accomodi pure qui. La aspettavo alle 10.”
“Ha ragione. Purtroppo mi si é staccato un pezzo di auto mentre arrivavo!”. (Falsa!!! È successo davvero. Ma ieri non oggi!)
Nessun segno di compassione. N’amo bene.

“Allora, intanto mi dica. Cosa la spinge a cercare questo tipo di lavoro?”
Sono povera per esempio e perché so fare questo.
“La contabilità? Beh a chi non piace la contabilità? “
Abbozzo un 1% di ironia.
Non ride.
Vabbè c’ho provato.

“Visionando il suo curriculum vedo che ha già fatto questo tipo di lavoro che le avevo anticipato. E avrei alcune proposte. In questo studio richiedono di saper fare questo…sa farlo giusto?”
“Si si certo!”. Non é vero. Appunto mentale ‘imparare a fare questo’.

“E anche questo mi sembra di aver letto?”
“Si si chiaro. Le basi proprio”.
Ma che cazzo dici. Piantala subito!

“Questo immagino di sì?”
“Si assolutamente!”
UH A’VOGLIA. Li ho sempre lasciati fare alla mia collega!

“Facendo un autovalutazione. Come direbbe di essere professionalmente parlando?”
Nondirlequellochepensinondirlequellochepensinondirlequellochepensi
Inizio ad agirarmi.
“Beh diciamo che…vii yursxbi5 vjkotrvalp gyvderhion hjjo5vdesvkb nvdevjji…” dille anche cosa hai mangiato a colazione che magari le interessa di più di sta supercazzola.

“Ok. Capisco.”
UAU. Brava! La vedo rapita proprio!
Che palle odio i colloqui così formali. Che voglia di un Gin tonic. Ma se sono le 10. 30 del mattino. Si ma mi avrebbe gia assunta se fossimo al bar. Concentrati cazzo!

“E mi dica ha hobby o cosa fa nel tempo libero?”
Odio lo sport. Odio la maggior parte della gente. E ho un blog dove sparo regolarmente cagate per stemperare le giornate infinite passate tra scartoffie di merda e numeri. Non so bere conta come hobby?
“Leggo molto, scrivo, faccio lunghe passeggiate col cane.. ”
“Molto bene. Direi che è tutto. La chiamerò prossimamente per farle sapere”
“D’accordo grazie mille”
Birretta? Offro io?

Come affrontare un colloquio di lavoro..MA anche no

lunedi ansia pensieri

… Ed é di nuovo Lunedì!

Driin Driin Driiin

Strizzo gli occhi allungando a caso un braccio, senza nemmeno seguire il suono della sveglia per capire se mi sto allungando nella direzione giusta.
Oddio spegniti ti prego.. dove ho messo il cellulare ieri sera?!
h. 7.45
Un minuto. Un minuto e mi alzo
Driiin Driiin Dri

Ok ok sono sveglia.
h. 7.55
Prima bugia della giornata. Non è vero, non sono sveglia per niente.
Mi tiro su dal letto, ma sono stanca. Sono sempre stanca ultimamente.
Va beh ma è normale no. Se lavori 6 giorni a settimana, 9 ore al giorno, di più se tira male.. chiunque sarebbe stanco.

No dico davvero. Sono stanca.

Scendo. Accendo la caffettiera. Tiro fuori lo yogurt. Lo mangio mentre aspetto il caffè.
Intanto apro Facebook, scorro un po’.
Foto di cena tra amici. Like.
Nuova immagine profilo. Like
Cucciolo appena regalato per Natale con fiocco in testa. Like.
Chiudo.
Vediamo le mail.

SPAM. Elimina.
Estratto conto della carta di credito.
Elimina subitoimmediatamente.
PUBBLICITA’. SPAM. PUBBLICITA’.
Elimina.

Cosa faresti se ricevessi 100.000€?”

Cosa farei?
Vivrei probabilmente. Quello che dovremmo fare tutti. Mi piace il mio lavoro, ma lo odio. Odio il lavoro e il fatto che mi serva. Odio dovergli dedicare gran parte della mia giornata, arrivare alla sera, cioè al momento in cui finalmente avrei del tempo da usare come voglio io e invece sentirmi stanca. Non è giusto.
Quindi si, con 10000€ non farei altro che vivere.
Elimina.
Caffè pronto.
Lo bevo, ma senza dargli troppa attenzione.


Chissà quand’è che ho smesso di sentirne davvero il sapore..

h. 8.21
CAZZO.
Mollo giù la tazza nel lavello.
Entro in bagno, ma ormai non mi soffermo nemmeno più molto a guardarmi allo specchio. Chissà perché mi fa così paura.
Voglio dire il tempo passa per tutti, lo si sa. Ho ‘solo’ 30 anni, non sono ancora da buttare.. Eppure evito lo specchio se posso.
Così come ho smesso di farmi i selfie. Magari ci provo anche, ma dopo cinque tentativi venuti male, forse è il caso di ammettere semplicemente di non essere figa e andare avanti.
Si può vivere senza selfie. E anche senza like di apprezzamento ad una foto dove al 70% non sei manco tu.

h. 8.40
MERDA MERDA MERDA
Apro l’armadio, guardandolo svogliatamente. Una volta mi piaceva scegliere i vestiti. Soprattutto per uscire la sera.
Jeans e maglione oversize sono più che sufficienti.
Giubbotto, chiavi della macchina, chiavi di casa, fuori.
Sono stanca
Lo sono tutti. Apri la macchina dai.

Salgo, metto in moto, cintura.
Forse dovrei cambiare strada. Dicono che faccia bene cambiare piccole cose della propria routine giornaliera per non deprimersi.
Cioè renditi conto.. fare una strada alternativa, solo per illudere la mia mente di aver cambiato qualcosa nella mia giornata? Farlo sarebbe ancora più deprimente dell’averlo anche solo pensato.

Dai parti per cortesia.
Autoradio, giro di zapping in cerca della canzone perfetta, quella che davvero vorrei sentire in quel momento, anche se nemmeno io so qual è, quantomeno finché non capisco che se voglio riuscire ad ascoltarne almeno una prima di arrivare al lavoro, devo lasciare quello che capita. Trovandomi il più delle volte a canticchiare canzoni di dubbio gusto, che mai conoscerei, se non le propinassero trecento volte al giorno.

Sono stanca. Davvero.

Spengo l’autoradio, spengo la macchina, borsa, scendo.
Cerco le chiavi del negozio. Le infilo, apro.
Allarme, luci, computer.
Sospiro.
Basta sospirare, si può sapere cos’hai da sospirare? Hai tutto. Un bel lavoro, un fidanzato perfetto(per ora), delle amiche fantastiche, magari oggi riesci anche a scrivere un po’. Concentrati su quello e sul lavorare bene, per guadagnare e poterti permettere almeno un weekend via.
Si giusto, ho tutto.
Un weekend via’ è un altro modo per dire ‘fai un percorso alternativo’?!
Va bhe ma voglio dire, è così la vita no?
Un susseguirsi di giornate simili, qualche vestito nuovo, qualche serata al sushi, qualche giornata libera e qualche percorso alternativo buttato lì ogni tanto per dare una parvenza di novità?
E’ così per tutti no?!

E alla gente questo basta giusto?!

Si, ma anche a me basta infatti.
Ah si?! E com’è che ti senti sempre così fuori luogo ultimamente?
Non lo so, probabilmente è solo stanchezza.
Probabilmente continuo a vedermi i giorni scorrermi davanti senza riuscire a far nulla che ne valga la pena.
Ma tipo?
Ma che ne so’, tipo qualcosa che possa raccontare ai miei figli. Voglio vedere il mondo e raccontarglielo. Voglio insegnargli che ogni sacrificio che faranno, anche il più piccolo, avrà sempre una ricompensa. Che nella vita quel sacrificio conta tanto quanto la sua ricompensa.
Ma come posso arrivare a dirgli questo un giorno, se io per prima vivo d’inerzia…

h. 10.40
Caffè.
Apro Instagram.
Foto dell’Auorora Boreale del National Geographic.
A 22 anni avevo fatto una Bucked List, scrivendoci tutte le cose che avrei voluto fare prima di morire. Tutte cose fattibilissime. La prima tra queste era proprio vedere l’Aurora Boreale.
Oggi ne ho 29. Non so manco più dov’è finita la lista. E inizio a pensare che l’Aurora fotografata dal National Geographic dovrà bastarmi.
Chiudo Instagram.

h. 19.30
Spengo il pc, luci, allarme.
Chiavi della macchina, cintura, metti in moto.


Non vedo l’ora di arrivare a casa e aprirmi una bottiglia di rosso.
Ma è venerdì sera e poi ultimamente stai bevendo un po’ troppo vino, lo dice anche la bilancia. Da quanto non fai una serata con i tuoi amici, nella quale non guardi l’orologio ogni mezz’ora?

Tanto. Ma sono stanca, magari il prossimo weekend.

Accosto, spengo la radio, spengo la macchina.
Oddio perché si è accesa la radio se l’ho appena spenta?
Perché era già spenta.. non l’avevo proprio accesa. Venti minuti di tragitto in silenzio?!
Più che altro con i miei pensieri in sottofondo, che sono tutt’altro che silenziosi. Bene dai.

STAP.
Quanto amo il rumore del primo sorso di vino versato.
Stai diventando un’alcolizzata!
E’ solo un bicchiere di vino.. e in ogni caso me lo sono meritato.
Questo è proprio quello che si dicono gli alcolisti.

DLIN DLON
Meno male. E’ arrivato. La parte bella della giornata.
«Ciao amore»
«Ehi… ho aperto il vino!»
«Fatto ben. Ascolta ma.. Sushi?«
Sorriso tirato fuori. Sorriso tiratissimo dentro.
«Che c’è? Non ti va?»
«Si si, mi cambio al volo e andiamo»


Chissà se lui è felice. Chissà se i miei pensieri sono così rumorosi da coprire anche i suoi.

Vorrei fosse felice. Ma come fai a rendere felice qualcuno se nemmeno tu hai la certezza di esserlo?
«Ti dispiace se mi guardo una puntata prima di venire a letto?»
«No certo. Io però vado perché domani lavoro»
«Buonanotte»
«Notte amore»
Ultima occhiata a Facebook.
Like. Like. Dio, che male è venuta in sta foto. Va beh metto comunque il like perché è una ragazza d’oro. Like.
Chiudo.

DRIIIIIIN DRIIIIIN DRIIN.

Ok. Un minuto.

non concudere mai nulla main una gioia

Iniziare sempre, concludere mai!

La nobile arte del lasciare tutto a metà e non concludere niente

Iniziare di tutto, ma non finire mai nulla. Si esatto, credo che lasciare tutto a metà possa essere un’arte.
Credo anche che la mancanza di ambizione, cosi come l’eccesso, siano difetti. Ma non l’ho sempre creduto eh.
Non sono una persona ambiziosa’, l’ho sempre detta con una nota di pregio. Come se questo mi salvasse. 
Vedevo i miei amici, farsi il culo, per loro o per volere dei loro genitori. Laurearsi perché, ‘La laurea serve’. 
Tralasciando il discorso sociopolitco secondo il quale non c’è lavoro per i laureati perché sono troppi, ecc..

Ma laurearsi per cosa? Per fare un lavoro che fosse sopra a quello dei ‘non laureati’. 

Non posso fare il barista a vita. Non voglio fare la commessa per sempre. Ma perchè?

Forse per questo non ho mai continuato gli studi, né ho mai avuto ambizione. Ho sempre visto il lavoro, semplicemente come un lavoro.
Otto ore mie, equivalgono a otto ore tue. Serve semplicemente perché serve.
A tal proposito sarei curiosa di sapere quanti di quelli laureati, che fanno un lavoro trovato per laurea, sono più soddisfatti e felici di quelli che non lo sono. E viceversa.

Una volta ho visto un monologo di Steven Spielberg, nel quale diceva che i sogni non sono cose che ti sogni e poi accadono. Non ti appaiono all’improvviso davanti urlandoti, ‘Ecco quello che sei e che dovrai fare per tutta la tua vita’.

No.  I sogni sono piccole vocine, piccoli istinti dentro di te, che a volte sussurrano e altre tacciono. E sta a noi saperle ascoltare e soprattutto interpretare.
Ma si, quindi quando sarà ora capirò cosa vorrò essere da grande. Saprò quale sarà la mia ‘vocazione’.

MA NON E’ VERO UN CAZZO.

Io sono grande ora, e non ho capito nulla, anzi.
Quando andavo a scuola ero brava a scrivere, mi è sempre piaciuto. Pesavo già all’epoca 50kg quindi sognare di fare la ballerina non mi pareva il caso, ma la scrittrice.. beh quello potevo sognarlo si. E ho sempre scritto.. il diario, le lettere, i post..

Amo quello che scrivi’. Grazie 🙂
Ti va di scrivere qualche articolo per noi?’. Oddio dite davvero?! Certo!
Dovresti aprire un blog!’.
Allora penso che forse davvero dovrei credere di poter scrivere seriamente.

A volte sono la, con il mio pc, il mio calice di rosso e tutto sulla tastiera scorre da solo, non mi accorgo del tempo che passa, non mi accorgo di nulla intorno, finchè non premo ‘INVIO. Altre passo mesi ad aver mille pensieri e non essere in grado di buttar giù nulla, pensando siano una marea di stronzate generate dalla mia testa e che nessuno vuole sentire. Altri ancora tabula rasa.

No non dovrebbe essere cosi. Uno scrittore è uno scrittore. Se fossi brava saprei cosa scrivere. Se fossi brava qualcuno si accorgerebbe di me magari. Naaaaah! Meglio tornare alla vita normale.

E le foto? Ho sempre amato le foto, fin da piccola. Avessi potuto avrei immortalato qualsiasi cosa.
Bellissime foto, mi hai fatto venire una voglia di visitare quel posto.’ Grazie .
Ti mando il link per un concorso di fotografia, secondo me potresti provarci’

E fotografo, fotografo tutto. Immortalo momenti in cui mi sento felice. Immortalo angoli di vita che incontro. Lui mi lascia la sua macchinetta professionale per un pomeriggio e io mi sento come una bambina a spasso per le strade di una città nuova, ma che è sempre stata la mia in realtà. Magari dovrei fare un corso.   Magari dovrei crederci un po’ e provarci.

UUUUUUh guarda che bella questa foto. E questo fotografoooooo. No vabbè io non le farò mai così.
Lasciamo perdere.
Qualcosa più fattibile per me. Pensa Miki, pensa a cosa ami fare.  Beh bere. Potrei fare un corso di Sommerlier.
No dai basta!!!
E così in loop.

Perché bisogna per forza essere bravi in qualcosa

..O avere qualcosa che ci differenzi dagli altri?!
Perché semplicemente non posso essere una commessa, che si fa le sue 8h al giorno per guadagnare abbastanza da potersi permettere di viaggiare, scrivere e fotografare. E bere si d’accordo..

In ogni caso anche a noi ogni tanto capita qualcosa di bello (QUI)