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… Buon Compleanno a me!

BUON COMPLEANNO A ME

..E insomma sono quasi 30..

E a me sembra di aver scritto ieri, nel diario «E insomma sono quasi 29.»

Ma a me sembra tutto ieri.

Mi sembra ieri quando mio padre mi leggeva il menu del giorno, prima di entrare all’asilo. Mi sembra ieri quando tornavamo tutti a pranzo a casa e mangiavamo assieme. Mi sembra ieri il primo bacio. Mi sembra ieri il profumo dei libri di scuola nuovi. Mi sembra ieri la prima litigata seria con lui.

Mi sembra ieri.

E invece tra poche ore sono 3͙0͙.

Una volta avevo paura di invecchiare, pensavo che nessuna età sarebbe stata bella come quella che stavo vivendo in quel momento.
Poi sono Invecchiata e ho capito che avevo ragione.

Non solo avevo ragione, ma avevo anche preso consapevolezza del fatto che, ogni età mi avrebbe dato qualcosa per cui rimpiangerla e allora ho smesso di aver paura di invecchiare.
E ho iniziato ad avere quella di non riuscire a ‘star dietro’ a tutto.
Di non riuscire a ‘far stare tutto’.

Più cresci più entri in un vortice. Un po’ come quelle giostre con i cavalli, che non si fermano mai.

Ci sei sopra, volevi esserci sopra, solo che a volte vorresti solo che si fermasse per un attimo, per riprendere fiato, per capire se esserci sopra era davvero quello che volevi o semplicemente non sapevi cosa significasse davvero.

Ma non puoi scendere.
Allora a volte chiudi solo gli occhi e fai respiri profondi, ti estranei per un po’. O quantomeno ci provi. Ma quando li riapri sei sempre là sopra..

Il lavoro, il fidanzato, gli amici, l’amica che non vedi mai alla quale vorresti scrivere, il bollo da pagare, quel libro sul comodino che non riesci a finire, l’ora di pilates già pagata, quell’impegno preso per forza.. E’ tutto là. Che gira.

E alla fine sono 30 giri.

E no, non si può scendere a prendere fiato.

Magari dovrei solo accettare il fatto che non è necessario far tutto. Che quel libro sul comodino non devo finirlo di leggere per forza, che a qualche impegno posso semplicemente dire di ‘’ɴᴏ”, che forse l’aurora boreale non la vedrò mai, che se i miei amici comprano casa o si sposano posso semplicemente essere felice per loro senza pensare al ‘E IO ᗩ ᑕᕼE ᑭᑌᑎTO ᔕOᑎO?’’, e che il lavoro é solo lavoro..

E quindi forse non dovrei nemmeno aver bisogno di scendere per prenderlo sto fiato.

Ma tant’è…

E tra meno di 6 ore sono 30.

Ho un muro in camera, pieno di foto. E in tutte sorrido. Mi sono sempre chiesta perchè non ci sia nessuno a fotografarti quando non hai voglia di sorridere… come se quei momenti la non fossero importanti, come volessi dimenticarli.
Come se la sofferenza, così come il sorriso, non avesse contribuito a creare la persona che sono. Forse anche di più.

Il punto è che non ho più paura di invecchiare. Forse ho solo paura di dimenticare.

Ma comunque vada, come dice sempre qualcuno «La Giostra non smette mai di girare».
Quindi si, alla fine sono quasi 30 e ora non posso che augurarmi tutto il meglio degli anni che verranno, che di quelli passati ne ho già il ricordo.

E allora buon compleanno a me…. 🖤

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Quello che abbiamo imparato dalle favole Disney

Quello che abbiamo imparato dalle favole Disney

..e che forse era meglio dimenticare

Ci siamo cresciuti tutti con le favole Disney, le abbiamo adorate, amate, prese come esempi di vita… il punto è che finché si è piccoli va tutto bene, ma quando poi si cresce ti rendi conto che forse tante cose le hai fraintese. Quindi, dopo alcuni anni di attente analisi e numerosi “mainagioia”, sono giunta ad alcune conclusioni.

Vissero felici e contenti’:
Be’ sì, ciò che accomuna tutte le storie Disney – oltre alla firma di Walt – è sicuramente il più classico dei lieto fine: «E vissero per sempre felici e contenti».
Sì, certo. Solo che nessuno ha mai detto “insieme”. Ci sarebbero stati sicuramente meno fraintendimenti. Se la formula fosse stata «E vissero per sempre felici e contenti, ognuno al proprio castello, ci si becca in giro ogni tanto e ciao…», sarebbe stato diverso.

Se non ci salva lui, non lo farà nessuno’
Tra tutte le cose che potevamo imparare, questa è sicuramente la peggiore, a mio parere.
Per quanto mi riguarda una principessa è definibile tale solo se si sa salvare da sola.
E poi, diciamocelo, è stata la Bestia a essere salvata da Belle e non viceversa. Se non avesse conosciuto lei sarebbe rimasto con le sembianze di una bestia per sempre, in quel castello da solo a parlare con un candelabro e un orologio a pendolo. bella e la bestia libreria

Stessa cosa anche per La bella addormentata nel bosco. Voglio dire: prima che si incontrassero, Filippo stava vagando da solo per un bosco vestito con una calzamaglia… se non avesse incontrato lei, Dio solo sa che fine avrebbe potuto fare lui.

Quindi dai, per favore, basta con questa cosa che vogliamo essere salvate. Ok, ci potete aprire i vasetti di sottaceti quando non riusciamo, vi lasciamo controllarci l’olio della macchina e vi facciamo uccidere i ragni quando vi chiamiamo urlando, ma perché serve a voi tanto quanto a noi.

Quello che abbiamo imparato dalle favole Disney e che era meglio dimenticare.

Non seguire e non accettare caramelle dagli sconosciuti
Se ad un certo punto ci ritroviamo a parlare con animali o altri oggetti non identificati come in una delle favole Disney, allora forse sarebbe meglio sospendere le bibite.
Se troviamo, per esempio, in giro boccette con scritto “Bevimi” o “Mangiami” non è che dobbiamo proprio farlo per forza.panco pinco

Certo, ad Alice è andata bene, ha conosciuto lo Stregatto e il Brucaliffo e visto posti fantastici… ma mica vi dicono in che condizioni si sia svegliata il giorno dopo, però.
Poi non vi lamentate se la mattina seguente, aprendo Facebook, vi ritrovate taggate in foto dove ballate con Pincopanco e Pancopinco. In condizioni imbarazzanti.

La bellezza non conta’
Esatto, è la bellezza d’animo quella che conta.
Ma se sei bello anche fuori meglio. Prendete Quasimodo, per esempio: ha salvato il culo a tutti, ma Esmeralda è andata via comunque con il “bello”. Poi, ovvio, la bella e la bestia ci hanno insegnato il contrario… ma vorrei ricordarvi in che popò di casa viveva la bestia. Belle avrebbe avuto una libreria delle dimensioni dell’Australia e un armadio che sceglieva i vestiti al posto suo al mattino.  aladin disney favole
Eh… ricordatevelo. Anche nei cartoni Disney, dove non arriva la bellezza, arriva la pecunia. E dove non arriva nemmeno la pecunia, allora, in quel caso, forse, ma non sempre, arriva l’Amore.

E vissero per sempre amici e contenti
Ad un finale così avrei creduto molto di più, sia che fosse una friendzone, sia che fosse un’amicizia di quelle vere. Troppo peso all’amore e troppo poco alle amicizie, in queste favole a cartoni animati.
Quell’ingrata di Biancaneve mollò 7 nani una volta trovato il principe. Ariel abbandonò perfino la famiglia per seguire lui. Non si fa. È così che nasce il problema delle coppie che una volta fidanzate spariscono. Credo esista un universo parallelo dove vivono tutte assieme, queste coppie, probabilmente lo stesso universo dove sono finiti tutti i miei accendini e le mie forcine per i capelli. Sì, insomma, l’amore è importante, ma le amicizie lo sono molto di più.

D’accordo basta, troppo cinismo non fa mai bene.

È solo che a saperlo prima forse ci saremmo risparmiate un sacco di docce fredde.
In conclusione, comunque, la cosa da tenere sempre presente – e sulla quale io e il vecchio Walt siamo d’accordo – è che, sia nelle favole che nella vita reale, le vere protagoniste rimaniamo sempre e solo noi.

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Tutta la magia dell’avere 30 anni!

Tutta la magia dell’avere 30 anni!

Tra meno di 15 giorni ne faccio trenta.

T R E NTA!

E sì, avere trent’anni al giorno d’oggi non è per niente facile.
Sei al mondo da più di un quarto di secolo eppure ancora non hai trovato un posto tuo per starci bene.
Anzi a dirla tutta, non hai proprio idea di cosa sei diventata e di cosa ne sarà di te dopo. I 30 sono come le colonne d’Ercole nella mitologia, una volta oltrepassate non sai cosa ti aspetta.

I trentenni infatti stanno nel mezzo tra la gioventù, i beati vent’anni, e tutto ciò che viene una volta che ti “sistemi”. Siamo in un limbo.

Non c’abbiamo manco una categoria di YouPorn per noi. È solo una fase di passaggio tra le Teen e le Milf.

Viviamo impercettibili drammi quotidiani che ci logorano da dentro.

Come ogni volta che si entra in un locale/discoteca, qualcuno della compagnia, a turno, se ne uscirà con la frase standard: «Oh, ma sbaglio o la gente è più giovane quest’anno?».

Beh si. Si chiama ricambio generazionale.
Sta a noi capire quando è ora di lasciare il testimone… Ma noi no! Noi dobbiamo sbatterci la testa. Noi aspettiamo di vedere la scritta «Gratis per gli over 65». O, ancora peggio, di sentire una delle “sbarbatelle con la pancia di fuori” in fila con noi per il bagno pronunciare la frase: «Andiamo via, son tutti vecchi». NA PUGNALATA.

Ve lo dico da amica. Smettete prima.

‘Mi scusi signora?’
COME “SIGNORA”? SIGNORA A CHI? SIGNORA COSA? MA IO TI BUCO LE GOMME DEL MOTORINO.

E il guaio, è quando sono ragazzini delle superiori a darti del “lei”.. Ora, io non vorrei insinuare nulla, eh, però, se la matematica non mente (e non mente mai), potremmo essere tranquillamente i loro genitori. Lo so che state facendo il conto; vi sono vicina, infatti.

E poi le amicizie durature? Sapete benissimo di cosa sto parlando. Le amiche di una VITA. Ansia e Gastrite. Proprio loro.

Se vi fermate a pensarci un po’, scommetto che non vi verrà in mente da quanto le conoscete. Ecco, appunto. E sommiamoci pure il fatto che ora dobbiamo lavorare il doppio in palestra per smaltire la metà di quello che mangiavamo una volta.

E vogliamo non parlare dell’orologio biologico?! Il più infame.

No non quello dei figi, NO! (Anche perché possono anche intasarci la bacheca di foto di matrimoni e figli a tutto alé, ma la sensazione che siano sempre gli altri gli adulti, e non noi, é ben radicata.)
No io parlo di orologio biologico, quello che ti fa svegliare 8.30, con o senza sveglia.
Che tu lo voglia oppure no.
SEMPRE.

Se vi capita di far serata e tornare alle 4:30 del mattino (MA CHI TORNA ALLE 4.30 DEL MATTINO?NON SCHERZIAMO! ), non si sa per quale assurdo processo ma alle 8 al massimo saremo comunque svegli. E non sarà piacevole. Se già prima i post-sbronza non erano facili, adesso saranno qualcosa di quanto più simile alla morte esista.

Tre giorni per smaltire un Gin Tonic? T R E? Ma stiamo scherzando? Che fino a 5 anni fa, dopo il terzo ero la regina della Carlton Dance in pista…

Tutta la magia dell’avere 30 anni!

Per non parlare poi del fatto che, a qualsiasi ora si torni, se non ci strucchiamo come si deve, il giorno dopo la nostra faccia correrà il rischio di staccarsi, letteralmente. Lasciando la sindone di Gene Simmons sul cuscino.

Poi, se ad un certo punto della giornata, in radio parte Wannabe delle Spice, dentro di noi contemporaneamente partiranno una serie di sentimenti contrastanti, che spazieranno dall’euforia, quell’euforia che ti costringe a cantare fregandotene se al semaforo la gente pensa tu abbia a che fare con un’ape nell’abitacolo, fino alla depressione da nostalgia.
Il più delle volte le cose coincidono e ci trovereremo a cantare singhiozzando: «So tel mi uaciu want, uacciu rilli, rilli uan AuannaAuannaAuannaAuanna, A Uanna rilli, rilli, rilli wannazigazigah AH».

Comunque, ovviamente avere trentanni ha anche tanti pro….

TRA 16 GIORNI VI FACCIO SAPERE.