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Non sono le donne a rovinare le amicizie, è il Fantacalcio.

Non sono le donne a rovinare le amicizie, è il Fantacalcio.

Ci sono solo tre cose al mondo che possono costringere degli uomini  a stare chiusi tutti assieme in una sola stanza:
– la finale di Champions
– una spogliarellista
L’ASTA DEL FANTACALCIO

Ma cosa succederebbe se unissimo le ultime due? No vabbè, sappiamo tutti che la spogliarellista verrebbe palesemente ignorata e lasciata piangere da sola seduta in disparte se si presentasse durante l’asta.

Intendevo dire, se al posto dei giocatori, da scegliere ci fossero delle donne.

(Sento l’eco dei vostri ‘Ma che cosa sessista…!!‘. Si è vero, ma l’articolo è mio e ci scrivo quello che voglio. E poi dai, che in alcune ‘serate tra uomini’, ho sentito di molto peggio. )

Ma torniamo all’asta delle Fantafidanzate.

1.La sorella del vostro migliore amico.
Ok, niente di eccezionale, mediocre, ma da risultato certo e costante.. e soprattutto tuo pallino da sempre. Sai per certo che i compiti per casa li fa sempre.
E ogni anno ti tieni qualche credito di scorta perché sto anno ‘Ci provi’.
Poi però arriva sempre l’Hamsik di turno, che dopo due cene fuori in ristoranti stellati, ti lascia a bocca asciutta rompendosi il crociato..
Beh poco male, magari il crociato poteva essere il vostro, se il vostro migliore amico vi avesse scoperto con la sorellina.

ALLAN MARQUES LOUREIRO

(Se invece la sorellina in questione ha più baffi del fratello, ma voi quella rude immatura ignoranza proprio non riuscite a togliervela dalla testa: GIUSEPPE ALVES)

2. La novellina.
Ci stai lavorando dall’anno scorso. La vedevi uscire da scuola tutti i giorni.
Limoni infiniti su quelle panchine aspettando la maggiore età. E quest’anno finalmente ci siamo. Nessuno si intromette tra di voi, forse perché nessuno ne conosce l’esistenza, tu però ci credi fino alla fine. Se poi sarà una delusione (soprattutto considerando che gioca in squadra con Ciccio Brienza), sapremo cosa intendeva Loretta Goggi quando cantava ‘ Maledetta Primavera.’
LANDISLAV KREJCI

3.La santarellina.
Classica ragazza da tappezzeria. Gonne al ginocchio e maglioni a collo alto.
Te la faresti solo se sfidato a provarci dal classico ‘GNA OMO’ (Che tradotto dal veneto all’italiano equivale ad un’alzata di mento in stile mafioso, accompagnata dalla frase ‘Neanche uomo a farlo’. Leggenda narra che nessuno si sia mai rifiutato.)
L’anno scorso comunque è toccato a te. Non l’avresti comprata neanche a 1, ma tant’è…
E invece… fuochi d’artificio a letto. Perchè l’abito non fa il monaco e i maglioni a collo alto non fanno una santarellina.
EMANUELE GIACCHERINI.

4 La figa.
Eh si, c’è sempre. Amicizie rovinate per lei. Aste finite a schiaffoni. Ma una stella che brilla più delle altre c’è ogni anno. Se riesci a portarla a casa, di sicuro hai sborsato parecchio. Un po’ come per Parco della Vittoria nel Monopoli.
Se però riesci a portare a casa anche il risultato poi, beh questo solo Dio lo sa.
GONZALO ‘EL PIPITA’ HIGUAIN.

5 L’amica.
E’ il Jolly. Ogni compagnia maschile ne ha una. Se è in serata può regalare grandi soddisfazioni, soprattutto quando la riaccompagni a casa sbronza. Altre invece, tipo quando parla durante le partite, regala solo bestemmie. Rimane comunque un porto sicuro e quando però la prende qualcun altro.. un po’ vi manca.
SIMONE MISSIROLI

6.  La Ex.
In passato ha avuto il suo momento di gloria. Ti ha regalato tante gioie e altrettante bestemmie. Soprattutto bestemmie. Ma è una zoccola e ci ricaschi sempre.
E sono solo bestemmie poi.
ANTONIO CASSANO

Gli uomini dicono che le donne sono delle pazze.
In effetti… noi siamo quelle che aspettano con ansia i saldi, per poterci andare tutte lo stesso giorno e litigare per lo stesso vestito, che con tutta probabilità andrà assieme a tutto il resto di “NonHoNullaDaMettere” che abbiamo in armadio.

Ma amiche mie, quando ve lo diranno, ricordatevi di queste notti…
Queste magiche notti, dove tutto può succedere.
Di quelle notti che vi porterete dentro per tutto l’anno.
Quelle dove loro si chiudono tutti in una stanza per 5 ore di fila, a fare trattative con milioni fasulli, per formare squadre fasulle con nomi improbabili, urlando “No è mio, sapevi che lo volevo” per giocatori che il 90% delle volte segnano solo quando li lasciano in panca e saranno la causa del loro malumore per tutti i weekend.

Che pazze siamo.

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L’età adulta é sopravvalutata

E poi un giorno, ti squilla il telefono e sul display appare ‘Banca’. Vorresti rispondere solo perché tanto sai già che prima o poi dovrai farlo e sai anche già cosa vogliono,
quindi come un cerotto vorresti solamente toglierlo e via.
Ma giri lo sguardo e lo lasci squillare…
Nel frattempo ti arrivano anche delle mail.
SPAM.
SPAM.
SPAM.
SOLLECITO DI PAGAMENTO.
SOLLECITO DI PAGAMENTO.
Sospiro profondo.
E ti fermi. Altro sospiro. 


Ma da quand’è che ho tutte ste responsabilità? Da quando è che tutto è diventato così difficile?
Quand’è che sono diventata grande?
Da quand’è che ho smesso di bere il latte&Nesquik facendo le bolle con la cannuccia?
E soprattutto come si torna indietro?


Il conto in banca, i tacchi alti, il far tardi la sera, i viaggi da sola… Sarebbe tutto molto bello. Se lavorare non ci assorbisse tutto.
Siamo tutti stanchi, arrabbiati e ingabbiati.
E la cosa peggiore è che ci sentiamo liberi.
Liberi di fare ciò che vogliamo, di andare dove vogliamo, di spaccare il mondo.. quando in realtà non lo siamo per niente.
Lavoriamo e posticipiamo.
Posticipiamo e poi torniamo a lavorare.
Abbiamo 6 giorni a settimana in cui fantasticare su cosa fare nel weekend e un giorno a settimana, (due per i più ‘fortunati’) in cui renderci conto che siamo troppo stanchi e che vorremmo solo chiudere gli occhi per un secondo, riposarci, pensando a quanto bello sarebbe vedere l’Aurora Boreale tra i fiordi, o la fioritura dei ciliegi in Giappone o magari perdersi nei colori del Souk di Marrakesh…
Quando li riapriamo è domenica sera, quindi praticamente lunedì.
E niente, ‘Sarà per il prossimo weekend.’
Già. Il prossimo.
Vabbè torno a lavorare, per potermi permettere di comprare il latte e il Nesquik, che poi tanto non avrò tempo di bere.

Tutto quello che ci hanno insegnato le favole Disney e che forse era meglio dimenticare.