Copy(isn’t)right

Copy(isn’t)right

Mi rendo conto di non essere Giacomo Leopardi, seppur il nostro spiccato ottimismo ci accomuni.
Ma conosco a memoria i miei scritti.
Perchè prima di essere ‘scritti’, sono pensieri, i miei pensieri.
Li conosco.
Ne conosco perfino la punteggiatura.

E mi fa felice quando vedo che in un certo modo sono riuscita a dar forma a quei pensieri e non solo, soprattutto quando quei pensieri arrivano a chi, magari, non ha avuto la stessa fortuna nel riuscire ad esternarli.. e usa le mie parole.

Ma non così.
Non copiando, incollando, facendo un taglia e cuci. Non spacciandole per scritte da un’altra mano.
E’ ingiusto.
Ti fa venir voglia di chiudere il sipario e diventare un’egoista.

C’è un tasto che racchiude il ‘Che bello, vorrei tanto averlo scritto io!’, si chiama ‘CONDIVIDI’.

Perché lo ripeto, io non sono Giacomo Leopardi, ma un pensiero altrui, a prescindere dalla forma con la quale è stato reso pubblico, foto, parole, musica… merita rispetto.

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Come tutelarsi da tutto ciò?

2 commenti
  1. sofiailmondodentroefuori
    sofiailmondodentroefuori dice:

    Ti capisco benissimo. A me è capitata una cosa simile con un mio articolo e quando l’ho fatto presente al bravo copista, questa persona ha fatto spallucce e mi ha persino canzonato ( non vorrei essere volgare).
    Purtroppo la mancanza di fantasia, idee e capacità può portare a questo.
    Se me lo avesse chiesto, non avrei avuto problemi a “usare” parti del mio articolo, previa citazione ovviamente.
    Maria Domenica

    Rispondi

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